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Nuoto neonatale: il galleggiamento sul dorso
Ho risposto a svariati quesiti da parte degli Istruttori di nuoto neonatale riguardo il galleggiamento in posizione supina.
Il mio metodo ( definito Senso Motorio Facilitato ) delinea molto chiaramente le modalità esecutive per il raggiungimento di questa fase. Essa appare piuttosto delicata poichè non tutti i bambini si rilassano spontaneamente in questa posizione.
Naturalmente ,prima del raggiungimento di questo stadio è indispensabile che il lattante abbia consolidato le quattro fasi antecedenti ,essendo la metodologia sinottica e consequenziale.
Dalla sicurezza dopo il giusto maternage applicato ,il contatto corporeo diviene la migliore forma di comunicazione non verbale con i piccoli allievi ,capace di feed-back positivi sorprendenti ed inaspettati.
Ogni movimento in acqua corpo a corpo ed ogni percezione motoria comunicata anche tramite una respirazione modificata da parte della figura di riferimento , diviene per il piccolo fonte di apprendimento e di progressione didattica.
Le percezioni cinestesiche vengono interiorizzate fino alla formazione della propriocettività in ambiente liquido (tridimensionale per eccellenza ) ,per mezzo della quale il bambino potrà escogitare spontaneamente ulteriori assetti posturali , senza paura e in modo assolutamente naturale.
Con la percezione del galleggiamento il piccolo diviene assolutamente cosciente che in acqua potrà essere autonomo ancor prima che in ambiente aereo .
Stabilita la comunicazione corporea a due ,uno degli esercizi più efficaci è quello di sdraiare il bimbo sull'addome della madre posta in posizione supina: l'operatore sosterrà a sua volta entrambi ,ponendo una mano sotto la nuca della mamma e l'altra sotto la schiena , nella zona lombare ed indietreggiando con movimenti oscillatori. Dovrà poi cullare la diade madre-bambino per far percepire al piccolo le variazioni di pressione e la spinta di Archimede.
Il passaggio successivo per l'apprendimento del galleggiamento dorsale sarà quello delle variazioni di equilibrio che scaturiscono da una respirazione modificata da parte della madre.
A lei verrà chiesto di trattenere il respiro per qualche secondo e di espirare più tardi in 3-4 tempi.
Questo consentirà al bambino di verificare per un attimo la mancanza di un appoggio che andrà immediatamente a ritrovare ,non appena la madre effettuerà una nuova inspirazione...
Il distacco graduale ed appena percepito non sarà per nulla traumatico e quell'offrire e togliere il corpo come punto di appoggio ,verrà stabilito dalla stessa mamma , che valuterà da sola i tempi e i ritmi da seguire nel rispetto di quelli del suo bambino.
Quando il piccolo inizia a rilassarsi nell'esecuzione di questo esercizio, è il momento di intervenire direttamente su di lui ,sostenendolo dietro la nuca e sotto la schiena , nella zona lombare. Egli inizierà così ad interiorizzare la percezione del galleggiamento dorsale, pur potendo ancora contare su un appoggio sicuro da parte dell' Istruttore.
Capita spesso che in questo momento i piccoli tendano a sedersi sull'acqua ,escludendo così ,con posture scorrette ,il galleggiamento in posizione supina.
Ecco l'efficacia del metodo S.M.F ,che va a stimolare la percezione visiva ,uditiva e tattile: ponendo la mamma dietro di lui , gli si potrà mostrare un oggetto colorato che il bimbo andrà a seguire con lo sguardo ,fino ad estendere il capo e a sollevare di conseguenza il baricentro .Oppure basterà battere le mani (stimolazione uditiva) ponendosi sempre dietro al suo campo uditivo per ottenere la stessa distensione del corpo.
Vi sono poi altri esercizi a seconda delle problematiche che via via si presentano...
Dott.ssa Manuela Alba Giletto
Per approfondimenti potete contattare la Dott.ssa Giletto all'email: giletto@nuotobaby.it
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