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La gestione della paura
Spesso vengo interrogata dai tecnici che lavorano con i lattanti in acqua sul problema della paura da parte dei loro allievi.
In tanti anni di esperienza diretta sul campo e di studio approfondito sul tema richiesto , ho imparato a riconoscere alcuni segnali inequivocabili , che testimoniano il reale ed inconfondibile sentimento di paura da parte dei bambini.
Vorrei immediatamente tranquillizzare gli Istruttori con alcune riflessioni in merito a questo argomento , del quale mi sono occupata in una mia ricerca di qualche anno fa' ...
Ho potuto constatare che i piccoli in acqua spesso tremano e battono i denti.
Non sempre questo comportamento è da attribuirsi al freddo o al timore di qualcosa inerente l'attività natatoria.
Spesso infatti i bambini in piscina sono talmente euforici per il ricongiungimento con l'elemento liquido e per tutto ciò che caratterizza l'ambiente piscina ( giochi , colori , rumori , etc...) , che manifestano la loro eccitazione in una sorta di comportamento identificabile in quegli atteggiamenti che possono venire confusi con sentimenti di altra natura...
Anche il pianto non sempre significa " paura ".
In effetti i bambini soprattutto nei primi mesi di vita , non potendo usufruire di un linguaggio verbale per esprimere i propri disagi , piangono per manifestare qualcosa che li disturba.
Il pianto quindi va interpretato con l'aiuto dei genitori , senza dimenticare che esso può anche voler dire " mal di pancia", "mal di orecchio" ," fame" o molto più spesso" sonno".
In questa prospettiva , al momento dell'iscrizione ai corsi , bisogna interrogare i genitori sulle abitudini e sugli orari dei singoli allievi.
Purtroppo capita spesso che qualche bambino venga inserito in un turno che non si concilia affatto con i suoi orari.
Personalmente sono dell'avviso che piuttosto di un cattivo inizio nelle prime fasi di ambientamento in piscina , sia meglio pazientare ed iscrivere il proprio figliuolo al turno successivo.
Credo che gli operatori abbiano il dovere di considerare sempre le necessità dei bambini e di anteporle a qualsiasi altra esigenza , commerciale o personale che sia...
La paura intesa come grave inquietudine e profondo turbamento che il piccolo prova al pensiero di un pericolo reale o immaginario che sia, è inconfondibile da chi ha esperienza profonda con i bambini in questa fascia di età.
Essa appare come fosse impressa e dipinta a tratti di penna marcati negli occhi del piccino.
Quando piange perchè è terrorizzato di qualcosa il suo sguardo è fisso e penetrante , quasi smarrito nel suo vagare in cerca di un riferimento di conforto che non sa trovare negli occhi di nessuno.
Le espressioni del suo volto sono il ritratto virtuale della sua sfiducia verso l'altro e del suo smarrimento totale nei confronti di qualsiasi nuova proposta.
La mimica gestuale diviene accentuata nelle espressioni di allontanamento o di rifiuto , il corpo nella sua globalità appare teso e contratto.
Ciò che è inequivocabile sinonimo di paura un bravo Istruttore di nuoto 0 3 anni deve saperlo leggere dagli occhi dei sui allievi, che qualcuno molto prima di me ha definito essere " lo specchio e il riflesso della loro anima".
Dott.ssa Manuela Alba Giletto
Per approfondimenti potete contattare la Dott.ssa Giletto all'email: giletto@nuotobaby.it
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