I PRESUPPOSTI SCIENTIFICI DEL METODO
Dopo aver considerato le fasce di età a cui andava riferita la mia metodologia , in una scala di valori virtuale verso una conoscenza approfondita del bambino nei suoi primi tre anni di vita , il primo gradino sembrava metaforicamente rappresentato dallo studio del S.N.e dell'intelligenza percettiva.
La comprensione di certi meccanismi sinaptici e neuromotori faceva ipotizzare la possibilità di richiamare o ripristinare alcuni riflessi filogenetici e primordiali, allo scopo di ottenere un tipo di movimento adatto allo spostamento in immersione.
Si consideravano anche alcuni studi noti in letteratura sulla correlazione strettissima che intercorre tra la vita fetale e quella neonatale , così come pure si impostava un procedimento di lavoro che tenesse conto principalmente delle tappe evolutive inerenti lo sviluppo motorio , linguistico, psicologico e sociale del bambino.
Nella formulazione del metodo si considerava poi l'importanza del rapporto tra il lattante e la figura di riferimento, con particolare attenzione ad alcuni studi sulla Psicologia animale , allo scopo di evidenziare quanto divenisse fondamentale l'applicazione metodologico didattica in presenza della figura materna.
Si imponeva inoltre la scelta di una forma di comunicazione capace di stabilire un feed back positivo da parte del bambino.
Pertanto si considerava come punto di partenza il valore del dialogo tonico di Piaget e di certi meccanismi collegati alla valorizzazione del linguaggio gestuale e della mimica corporea.
In ultima analisi si sfruttava la plasticità del cervello in età infantile per l'interiorizzazione delle informazioni sensorie e la trasformazione di queste in risposte cinestesiche.
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